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    November 28

    ALBERTO MORAVIA A CENTO ANNI DALLA NASCITA

     

    Salve amici!!!

    Come al solito "provocata" da Massimo Maugeri, trascrivo una breve biografia di Alberto Moravia e la traduco. Lascio a voi il commento.

    Tratto da Wikipedia Inglese:

    Alberto Moravia, born Alberto Pincherle, (November 28, 1907 – September 26, 1990) was one of the leading Italian novelists of the twentieth century whose novels explore matters of modern sexuality, social alienation, and existentialism.
    (…)
    Themes and literary style
    Moral aridity, the hypocrisy of contemporary life, and the substantial incapability of people finding happiness in traditional ways such as love and marriage are the regnant themes in the works of Alberto Moravia. Usually, these conditions are pathologically typical of middle-class life; marriage, in particular, is the target of works such as Disobedience and L’amore coniugale (”The Conjugal Love”) (1949). Alienation is the theme in works such as Il disprezzo (”Contempt” or “A Ghost at Noon”) (1954) and La noia (”The Empty Canvas”), from the 1950s, despite observation from a rational-realistic perspective. Political themes are often present: an example is La Romana (”The Woman of Rome”)(1947), the story of a prostitute entangled with the Fascist regime and with a network of conspirators. The extreme sexual realism in La noia (”The Empty Canvas”) (1960), introduced the psychologically experimental works of the 1970s.

    Moravia’s writing style was highly regarded for being extremely stark and unadorned, characterised by very elementary, common words within an elaborate syntax. A complex mood is establish by mixing a proposition constituting the description of a single psychological observation mixed with another such proposition. In the later novels, the inner monologue is prominent.

    Fonte:
    http://en.wikipedia.org/wiki/Alberto_Moravia

     

    Alberto Moravia, nato Alberto Pincherle (28 Novembre 1907 - 26 Settembre 1990), fu uno dei principali romanzieri italiani del XX secolo i cui romanzi esplorano i temi della sessualità moderna, dell'alienazione sociale e dell'esistenzialismo.

    Temi e stile

    L'aridità morale, l'ipocrisia della vita contemporanea, la sostanziale incapacità delle persone a trovare la felicità nei modi tradizionali come l'amore e il matrimonio sono i temi principali dei lavori di Alberto Moravia.@ Sergio Di solito, queste condizioni sono patologicamente tipiche della borghesia; il matrimonio, in particolare, è il bersaglio di lavori come "La disobbedienza" e "L'amore coniugale" (1949). L'alienazione è il tema di lavori come "Il disprezzo" (1954) e "La noia", caratterizzati da uno sguardo disincantato e da una prospettiva razionale e realistica. I temi politici sono spesso presenti: un esempio è "La Romana" (1947), la storia di una prostituta invischiata col Fascismo e con una rete di cospiratori. L'estremo realismo sensuale de "La noia" (1960) ha dato il via ai lavori psicologicamente sperimentali degli anni '70.

    Lo stile di Moravia è stato molto apprezzato per il fatto di essere estremamente scarno e disadorno, caratterizzato da parole elementari, comuni all'interno di una sintassi elaborata. Un'armonia complessa viene stabilita mescolando una frase che costituisce la descrizione di una singola osservazione psicologica mescolata ad un'altra. Negli ultimi romanzi, il monologo interiore è predominante.

    Sempre su "Letteratitudine" ho avuto modo di commentare il post sul centenario di Alberto Moravia, ricordando la mia amata e prima Storia della letteratura italiana, di cui parlerò in un prossimo post di questo mio blog.

    Elisabetta Sgarbi è sorella dello Sgarbi nazionale nonché direttore editoriale della casa editrice Bompiani...

    Sozi: che nostalgia il Petronio! La mia prima storia della Letteratura!!!
    @ Elisabetta Sgarbi: ci dia una una possibilità! Voi editori “grandi” dovreste scommettere di più su noi scribacchini che vorremmo essere letti fuori dal nostro condominio…
    Concordo con lei e con i “moraviani” sull’importanza del Moravia narratore. Certi “Racconti romani” mi sono rimasti impressi da quando li lessi a scuola. Poi, però, non ho cercato particolarmente di approfondire il Moravia scrittore. Ho letto qualcuno dei suoi articoli ma nulla di più. Non so se perché mi appare datato, troppo legato al proprio tempo e quindi effimero o perché sommamente impoetico, cosa che io cerco anche nello scrittore più realista. Chiusura e sconforto, ecco i sentimenti che mi suscita. Sarebbe bello però che il centenario riaprisse il dibattito su una figura archiviata già a pochi anni dalla sua morte…
    Grazie Massimo come sempre per le “provocazioni”.
    Simo: baci sempre…

    Amici, attendo i vostri contributi!

    Maria Lucia

    November 25

    ANCORA SU TERRA E SCRITTURA

     

    Una rosa è una rosa e anche con un nome diverso conserverebbe il suo dolce profumo…

    Manzoni sarebbe lo stesso a Palermo?
    “I promessi sposi” sarebbero stati gli stessi alla Vuccirìa? Lei magari a fare pizze all’Antica Focacceria San Francesco, Renzo vastaso al porto, don Rodrigo capo mandamento, i bravi quattro portapizzini o riscuotitori del pizzo… Un bel colera al posto della peste per gradire, fra Cristoforo gesuita, la Monaca della Martorana…
    Avanti, va’, forse cambiando l’ordine dei fattori il prodotto non cambia…
    Però.
    L’illuminismo lombardo, il calvinismo della Blondel, il contadinismo e le fabbrichette così lumbard…
    Come diceva la Serao, la pizza fuori da Napoli è snaturamento.
    Manzoni è Manzoni è Manzoni.
    Siamo esseri umani unici e irripetibili, siamo scrittori nati e viventi in un certo CON-testo (avanti, facciamo vedere che abbiamo studiato la teoria della comunicazione di Jakobson!) e checché se ne dica non possiamo prescinderne.
    Tanto per parlare di oggi, festa di Cristo re, vero è che per chi crede Gesù è Verbo di Dio, seconda persona della Santissima Trinità, Sacerdote per sempre, unico mediatore tra Dio e l’uomo, e via teologizzando…
    Però.
    è stato un UOMO nato e vissuto in un certo tempo e in un certo luogo, pensava e parlava in aramaico, era circonciso e rabbi della sua religione…

     

    11082007

    TERRA E SCRITTURA

     

    29062007

    Salve amici!!!

    Riflettevo sul rapporto tra uno scrittore e la terra che lo ha generato...

    Intervenite e fatemi sapere che cosa ne pensate!

    Maria Lucia

     

    Vero è che non si può prescindere da quel che si è…
    Non si può essere cittadini del mondo né scrittori del mondo anche se Omero, Dante, Shakespeare sono degli universali poetici e narrativi perché parlano - ognuno a loro modo e perché erano diversi - a tutti gli uomini e specie alla parte che tutti gli esseri umani hanno in comune: l’anima, l’essenza, la sensibilità, l’ “humanitas”.
    Amo una frase di Terenzio che la scrisse in latino ma latino non era e purtuttavia buca il muro dei millenni:
    Homo sum: humani nihil a me alienum puto.
    Da incidere a caratteri cubitali nei cervelli e soprattutto nei cuori…
    Sono un essere umano: nulla di ciò che è umano mi è estraneo.

    Se Hosseini fosse stato neozelandese avrebbe scritto cose diverse con un modus cogitandi - chi latinu ca parru, ah? - differente. Ma è afghano ed ha narrato una storia afghana da afghano con puntatine nella lingua afghana e nella cultura afghana. L’avremmo letto lo stesso a prescindere dalla contingenza della guerra? La storia narrata avrebbe avuto la stessa presa, la stessa forza?
    Si rischia di fare razzismo alla rovescia.
    Non leggo Camilleri perché è siciliano
    equivale a
    Leggo Camilleri perché è siciliano.
    Come diceva mi pare Sant’Agostino, “Astra inclinant sed non necessitant”…
    Essere nati sotto l’Etna non ti fa diventare Verga ma neanche ti rende uguale a MacEwan…

    November 24

    SICILIA ALMA MATER

     

    24042007(001) Salve!!!

    Massimo Maugeri mi ha "provocata" con un quesito che giro a voi stimolandovi ad intervenire...

    Domanda.
    I siciliani che lasciano la propria terra lo fanno perché considerano l’isola “arcana e immobile” e subiscono il “fascino di un Nord razionale e attivo”?

    @ Massimo: grazie per avermi interpellata personalmente!!!
    @ Sergio: saluti ad Euterpe… dal mio commissario…
    Non credo che i disperati degli anni ‘50 e ‘60 - valigiadicartonemuniti e con il sale e le arance al seguito - pensassero alla Sicilia “arcana e immobile” e subissero il “fascino di un Nord razionale e attivo”…
    C’era la fame. La fame e basta. Quella fame niura che fa uscire u lupu d”a tana, altro che bamboccioni! Quella stessa fame che nel ‘53 si portò una bella fetta della mia famiglia in Argentina, paese che ha riempito lo stomaco ma forse ha svuotato il cuore lasciandolo scartavetrato dal dolore e dal rimpianto degli affetti lasciati indietro, della terra sognata idealizzata mai più riposseduta appieno nonostante i voli intercontinentali.
    Oggi i disoccupati non pensano affatto che la Sicilia sia arcana ma la percepiscono come immobile, o almeno a vent’anni indietro di distanza dal Nord forse irrazionale ma attivo o quanto meno non comatoso come la Trinacria del Gattopardo e dei Vicerè.
    Siracusa, ad esempio. Si sta muovendo ma a passi millimetrici, eppur si muove. La percepiamo però come estrema periferia di un impero reduce da un Big Bang catastrofico. Azzerare le distanze? Internet. I libri. I giornali. i corsi di scrittura con Silvana La Spina e Luigi La Rosa, che sta operando il movimento opposto: dal centro alla periferia. Francesco Costa, Lia Levi, Antonella Cilento a Siracusa… Un meraviglioso sogno, la possibilità di incontrare chi di scrittura ci vive, di chi ce l’ha fatta…
    Tagliare il cordone ombelicale?
    Spersonalizzarsi?
    Se hai bisogno lo fai.
    Nel giro di pochi anni i miei amici più cari sono andati tutti su: Elisa a fare l’infermiera a Como - lavoro, lavoro, solo lavoro, mi manca la mia famiglia, sto perdendo gli anni più belli dei miei nipoti, niente mi lega a questi luoghi e a questa gente - , Maria Francesca a far la precaria come insegnante di sostegno nella scuola media - lei laureata all’Accademia di belle Arti, ottima pittrice - , Pierpaolo a farsi sfruttare nei call center - laureato in filosofia, master…izzato, iperqualificato - , Fabio anche lui a fare sostegno alle medie dopo il diploma da bass-baritono e la SISSIS - …
    La Sicilia è vista come terra di atavico immobilismo, non come landa arcana, no no, è una terra che ti fa capire benissimo la sua ostilità di mater matrigna e ti toglie il seno di bocca per dirti: figghiu miu non ti pozzu dari a manciari…
    Torniamo a Siracusa…
    Questa città si è svegliata dal sogno industriale che l’aveva fatta diventare la raffineria d’Europa per un piatto di lenticchie - qualche posto di lavoro in cambio di un piccolissimo prezzo: tumori, malformazioni infantili, costa e fondali devastati a Priolo, Augusta, Marina di Melilli come ci racconta poeticamente Roselina Salemi nel suo libro “Il nome di Marina” - e ora tenta di riconvertirsi al turismo aprendo hotel a 5 stelle e più… ma i servizi e i collegamenti ancora lasciano alquanto a desiderare… Un po’ alla volta.
    Non vi dico se volete fare arte…
    Il nostro salotto letterario è un’oasi in tutto questo… Io ci spero tanto!
    Sempre per la serie “You may say that I’m a dreamer, but I’m not the only one…”

    Intervenite numerosi!!!

    Maria Lucia Riccioli
    Io ci spero ancora

    November 19

    IN UNA LINGUA CHE NON SO PIU' DIRE

     

    Salve a tutti!

    Sul blog di Massimo Maugeri è uscita la recensione di Simona Lo Iacono al libro della scrittrice melillese Tea Ranno "In una lingua che non so più dire", E/O edizioni.

    Vi rimando a letteratitudine.blog.kataweb.it. Consiglio di visitare questo blog, un punto d'incontro davvero particolare per parlare di libri e molto altro sul web...

    Copio qui il mio intervento:

    Salve!
    Un bacio a Simona e a tutto il salotto letterario siracusano di cui io faccio parte insieme a Sivana Scrofani, Nunzietta Loligato, Adriana Marciante, Margherita Marotta, Giovanna Cicero e un gruppo di new entries…
    Tutto è cominciato con il corso di scrittura tenuto nella nostra città, così bella e dalle auguste tradizioni culturali ma altrettanto lenta e sorda al bisogno di letteratura e alla fame di storie mia e delle mie compagne di avventura, dalla bravissima Silvana La Spina.
    Poi è seguito il corso di Claudio Fava, che io, Adriana e Simona abbiamo frequentato spostandoci coraggiosamente a Catania sempre più irretiti dalla sirena dei corsi di scrittura. Giuro, è una droga, checché ne pensi Gordiano Lupi… è ai corsi che devo delle belle amicizie, delle letture che non pensavo avrei intrapreso autonomamente, l’affinamento delle mie tecniche di scrittura.
    “Scrivere Donna”, il convegno sulla scrittura declinata al femminile organizzato ogni anno da Emanuele Romeo Editore è stato il passo successivo: l’insegnante del corso di scrittura creativa era… Luigi La Rosa, che poi ci ha fatto conoscere il blog di Massimo.
    Vedete quali fili invisibili riescono a tessere gli appassionati di scrittura?
    Con Luigi stiamo proseguendo il nostro percorso di lettura e scrittura.
    I nostri incontri avvengono all’insegna della cordialità, della buona cucina - di Simona innanzitutto, splendida padrona di casa, e di noi che ci avventuriamo a presentare qualche piatto ai compagni di corso in un vero e proprio convivio in tutti i sensi! - e della condivisione di esperienze di lettura e scrittura.
    Ci scambiamo libri, idee e soprattutto questi incontri sono delle vere e proprie oasi nella nostra quotidianità fatta di impegni familiari e lavorativi…
    Il tempo scorre in modo diverso quando siamo insieme, giuro! Una vera e propria sospensione dell’incredulità, come avviene nelle migliori storie.
    Abbiamo condiviso lo stage a Lipari organizzato dal vulcanico Luigi e tenuto da Francesco Costa.
    Gli incontri con l’autore: il salotto letterario aretuseo è frequentato anche da scrittori come Francesco Costa appunto, Lia Levi, Antonella Cilento e gli allievi romani di Luigi… La febbre letteraria è contagiosa!
    Agli ospiti offriamo anche passeggiate nella nostra città che se è avara di cultura è generosa di monumenti, di mare e sole e cortili e un passìo stupendo…
    Massimo, a proposito: sei il benvenuto! Vienici a trovare…

    @ Simona: complimenti per la recensione, poetica come sempre.
    @ Tea: ti ho scritto quello che pensavo del tuo bellissimo libro. Non voglio toglierti il piacere di parlarcene tu stessa… Un bacio e scrivi qualcosa sul blog. Io magari commenterò il tuo intervento…
    @ tutti: sto provando anch’io a cimentarmi in rete.
    Vi invito tutti a scrivere quello che volete sul mio spazio msn:

    aretusachescrive.spaces.live.com.

    Postato Lunedì, 19 Novembre 2007 alle 1:27 am da Maria Lucia Riccioli

    Più avanti scriverò io stessa in questo mio spazio una recensione al bellissimo libro di Tea ranno che spero onori della sua presenza il mio blog!

     

    Maria Lucia Riccioli

    ANTOLOGIA "VOLO RAPIDO"

    VoloRapido_Finale_Milano_Porsche_Psychologies_Lierac_001www Salve amici!

    Vi informo di una grande gioia per me...

    è uscita l'antologia di "Volo rapido", il concorso letterario Porsche al quale ho partecipato nel giugno scorso superando le selezioni catanesi e giungendo in finale a Milano...

    Più avanti vi scriverò i particolari di questa mia avventura scrittoria veramente divertente e proficua!

    Maria Lucia Riccioli

    Discussione su LETTERATURA E VITA

    Cara Letizia, grazie per gli auguri...

    hai scritto una cosa davvero sensata e vedo che il primo anno di studio della letteratura è stato proficuo... brava!

    Scriviamo la nostra vita vivendo, è vero. Chi scrive però le dà un valore aggiunto perché ci riflette su e ci dona la sua esperienza di vita trasformandola in arte.

    Ti auguro di scrivere pagine meravigliose sul libro della tua vita e... spero che tu legga tanto, perché questo renderà la tua esistenza più piena...

    Continua a scrivere sul mio blog, ok?

    Baci... Proffy.A bocca aperta

    LETTERATURA E VITA

    12_SanGirolamoStudio Salve!

    Cari amici: è vero che CARMINA NON DANT PANEM?

    Qual è il rapporto tra letteratura e vita?

    La vita o la si vive o la si scrive...

    Siete d'accordo?

     

    Maria Lucia Riccioli

    November 12

    IL RITORNO...

     

    Sulla scorta della lettura di "In una lingua che non so più dire" di Tea Ranno, riporto il mio intervento su "Letteratitudine".

    Che ne pensate?

    Aspetto dei post sui ritorni...

    Dopo cotanto senno non mi rimane molto da dire… Come disse Holmes in “A Study in Scarlet”, dopo Tea e Simona - e i dottissimi e appassionati commentatori - non rimarrà molto da fare per un terzo!!!
    Ma a Simona non posso dire di no. Mi ha chiesto un intervento da “proffi” sul ritorno in letteratura…
    Andrò a braccio, a ruota libera, sull’onda delle suggestioni di Tea e delle emozioni scatenate dal blog.
    Il tema del ritorno è un classico della letteratura, anzi un TOPOS, un luogo così comune da sembrare scontato e non credo di sbagliare se credo che connoti l’esperienza della letteratura occidentale.
    Tutte le storie più importanti sono storie di ritorni: pensate ai fiumi d’inchiostro sui ritorni da Troia, di cui Ulisse è l’esempio più famoso.
    NOSTOS, il ritorno, la nostalgia appunto per qualcosa che si è perso ma forse non definitivamente e si desidera e nello stesso tempo si teme di ritrovare per paura che il ricordo ci tradisca. Ma siamo noi ad essere cambiati…
    Ritorno è quello di Edmond Dantès, che si ritrova maturo, saggio e favolosamente ricco: conte di Montecristo e non più ingenuo marinaio innamorato…
    Ritorno è quello dalla morte, come nel caso di Euridice ed Orfeo, che si volta indietro perdendo la sposa per sempre, di Ade e Persefone, condannata a tornare sei mesi all’anno negli Inferi…
    C’è poi la TASKA, parola russa che mi ha fatto scoprire la bravissima e dolce Anna Pavone. TASKA è la nostalgia per qualcosa che non si è vissuto. Direi che è voler tornare dove non si è mai stati. Per esempio io ho nostalgia di qual passato che mi raccontano mia madre e mia nonna e che tento di riportare in vita scrivendo poesie in dialetto, raccogliendo brani di canti, mozziconi di proverbi come a tessere una rete di parole che salvi tutto questo passato forse mai esistito come lo immagino io e come mi è stato narrato…
    Se ci facciamo caso, letteratura stessa è ritorno. Ritorno ai ricordi, ritorno alla parte di noi che tace, ritorno del verso che come l’aratro riga la terra e torna indietro per scrivere un nuovo solco.
    Credo che la letteratura italiana e soprattutto la sua lingua siano un disperato ritorno verso una patria idealizzata e idale che forse non è mai esistita se non nel sogno profetico di Dante, Petrarca, Machiavelli, Foscolo…
    Il romanzo è Bildungsroman, ciè è spesso romanzo di formazione, ed un topos del romanzo è il ritorno dell’eroe al punto di partenza. Ritorno è chiudere il cerchio, fare i conti col passato per non naufragare nel presente e annegare il futuro.
    Pensiamo al disastro esistenziale di ‘Ntoni Malavoglia, che era partito militare, aveva assaporato una vita diversa da quella stentata che si viveva ad Acitrezza. Ma giunto alla fine della parabola amara della sua famiglia, ‘Ntoni capisce che per lui non c’è più posto nella casa che ha violato nella sua essenza di focolare domestico, di piccola patria, di santuario domestico. Dovrà andarsene.
    La Sicilia ha scritto forse le pagine più dolenti della letteratura del ritorno: un siciliano se non emigra perde spesso amici e parenti lungo la strada d’acqua che porta via dall’isola… Tea Ranno raccoglie il testimone di tutta una lunga serie di partenze e ritorni (im)possibili.
    Pensiamo a Mattia Pascal: si può tornare in Sicilia solo da morti viventi?
    O ai personaggi vittoriniani, sempre in treno sul binario dell’utopia, del sogno, di un possibile riscatto sociale, morale, esistenziale, “umano”.
    Camilleri ci descrive un commissario così siciliano, così legato alle sue radici da non riuscire a partire per Boccadasse, terra straniera benché patria della pur amatissima Livia: fuori dal triangolo del Mito, della magia, della letteratura si sentirebbe come l’ulivo la cui agonia straziante Camilleri ci fa vivere, facendoci piangere per quei rami al vento come il Montalbano affranto che sceglie di assistere l’albero fino alla morte.

    Maria Lucia Riccioli

    ARETUSA CHE SCRIVE SI PRESENTA

    21062007(001) Salve, sono Maria Lucia Riccioli. Sono nata e vivo a Siracusa - il nome del blog ve lo fa sospettare, vero? - e da sempre ho la passione della scrittura. Su carta e con la classica penna innanzitutto ma da qualche tempo anche col computer...

    Andrò inserendo il mio curriculum, le mie esperienze di lettura e scrittura... e qualcuna delle mie "opere". Vorrei che questo blog divenisse un'occasione di incontro e di scambio tra i siracusani che leggono come me e hanno la passione della scrittura.

    Avremo occasione, spero, di "fare" cultura in una città che a parole mostra di amarla ma non è così.

    Condividerò con chi vorrà le meravigliose e sperienze dei corsi di scrittura creativa che seguo sia da alunna che da insegnante...

    Fatemi gli auguri per questa avventura!!!

    A presto,

    Maria Lucia